Zombie Day
Questo giorno potrebbe non arrivare mai… Ma se arrivasse vorresti davvero farti trovare impreparato?
feed
by Boomerottobre 1, 2017 9:08 am

Abbiamo perso i contatti con il gruppo il 13 aprile 2015, alcuni sono scappati fuori città, altri hanno preferito barricarsi nel proprio appartamento, tutti gli altri sono morti… o quasi morti…

Eppure glielo avevamo detto… venite con noi. Pochi ci hanno ascoltato. Nessuno si è voluto fidare.
Eravamo in 7, quando abbiamo forzato i cancelli dello stadio. Non è stato difficile, sapevamo quali attrazzi sarebbero serviti.
Abbiamo trovato probabilmente il luogo più adatto per ricominciare, ma non ce ne siamo resi conto subito.

Bloccate le entrate e le uscite, e organizzati i turni di guardia, non è stato poi  così diffciile proteggere la nostra nuova casa.
Abbiamo potuto sorvegliare tutta l’area circostante senza difficoltà, non c’è nulla che ostacoli la visibilità intorno allo stadio.
E’ vero che il piazzale si è riempito velocemente di vaganti, ma abbiamo sempre avuto tutto sotto controllo.

Spogliatoi, sala stampa, area snack e soprattutto l’infermeria, sono stati fondamentali per la nostra sopravvivenza. Ci hanno permesso di vivere per quasi due anni, anche se non sappiamo con esattezza che giorno sia. Probabilmente un fottutissimo lunedì mattina.

Come avevamo ipotizzato, il terreno del campo da gioco è risultato indispensabile.

Quando ci siamo barricati non avevamo con noi semenze o piante. Solo poche armi, molti attrezzi e qualche scatola di farmaci. Fortunatamente il fatto che ci trovassimo all’interno dell’area metropolitana, ci ha permesso di condurre le nostre razzie velocemente e senza dare troppo nell’occhio.

Abbiamo subito diversi attacchi negli ultimi mesi… ma non dai vaganti. In molti hanno capito che non c’è posto migliore per sopravvivere. In tanti fin’ora si sono nascosti, ma gli esseri umani non sono fatti per vivere nei buchi. Abbiamo sempre resistito. La conformazione del nostro rifugio permette che la difesa risulti semplice se ben organizzata. Cecchini ai piani alti e subdole trappole ai piani bassi. Certo, abbiamo subito delle perdite, ma chi non le ha avute. Le nostre poi non state causate da irruzioni di vivi o di morti, ma da malattie e stupidità umana.

Ci stiamo preparando ad uscire di nuovo, i gruppi elettrogeni sono a secco, così come le bottiglie di grappa. Pochi rimarranno a salvaguardia del forte.

Col tempo il gruppo è cresciuto. Oggi consta di quindici persone. Tra cui uno zoppo, uno sguercio, ed uno dice solo cazzate, ma era così anche prima dell’apocalisse.

Ci servono carburante, munizioni, detergenti, carta culo, e tutto ciò che è superfluo per il corpo ma non per la mente.

Potrebbe essere il primo e ultimo messaggio dopo il d-day. Non siamo mai stati così spaventati dall’andare in centro a fare shopping. Speriamo questo sia un arrivederci.

I vosti AlterEgo e Boomer

 

 

by AlterEgodicembre 20, 2012 9:52 pm

Oltre ad unità di misura della lunghezza in uso presso i Greci antichi (pari a 200 metri circa), lo Stadio fu anche la più antica gara di corsa a piedi (così detta proprio perché si svolgeva sulla lunghezza di 1 Stadio).

Per questo motivo, fin dall’antichità, il concetto di “Stadio” venne velocemente associato al campo (e più in generale al complesso di impianti) dove si svolgevano corse e gare di varia natura.

In età moderna, rappresenta l’impianto stabile per gare e manifestazioni sportive all’aperto, costituito da una serie di gradinate riservate al pubblico e situate intorno alla spazio destinato alle manifestazioni (normalmente costituito da un manto erboso), sotto le quali sono ricavati:

  • spogliatoi
  • palestre
  • servizî igienici
  • uffici
  • sale di ristoro
  • depositi e altri servizî

L’idea iniziale di una struttura sufficientemente grande da accogliore migliaia di spettatori, affinchè possano assistere a spettacoli di vario genere, è valida ancora oggi; ma non tutto è rimasto come allora…

Infatti, l’assembramento in spazi ridotti di alcune migliaia di persone e la tensione agonistica derivante dalle competizioni sportive, ha comportato negli anni il verificarsi di problematiche relative all’ordine pubblico e alla sicurezza, fuori e dentro gli stadi.

La Pubblica Autorità ha così  introdotto numerose modifiche all’architettura “classica” degli stadi moderni, al fine di garantire la sicurezza e di prevenire gli episodi di violenza.

Proprio l’introduzione di queste nuove caratteristiche, unitamente all’architettura propria degli stadi, hanno reso questi edifici dei rifiugi ideali, difficilmente attaccabili e facilmente difendibili.

Chi deciderà di adibire uno stadio a proprio rifugio, riuscirà a sorvegliare il perimetro esterno con estrema semplicità, poichè tutti gli stadi del mondo sono circondati (in tutto o in parte) da grandi parcheggi dove è tecnicamente impossibile nascondersi.

Avrà poi la possibilità di posizionarsi in punti elevati conscio del fatto di essere  sempre e comunque circondato da alte e robuste cancellate e da un elevato numero di vie di fuga.

Inoltre, tutti gli stadi sono provvisti di un fondamentale elemento che li rende unici nel panorama dei possibili rifugi fino ad ora analizzati dallo Staff di Zombie-Day: un manto erboso di grandi dimensioni (per gli stadi di calcio si parla di circa 6000 metri quadrati!)

Questo dettaglio (che a qualcuno sembrerà banale) è invece d’importanza vitale!

Permette di coltivare in abbondanza beni preziosissimi come frutta e verdura e permette di farlo in tutta sicurezza, lontano dagli Zombi e lontano dagli occhi di altri sopravvissuti malintenzionati…

Tutto ciò che è stato detto vi fa capire perchè il nostro Staff ritenga lo Stadio uno dei migliori rifiugi possibili nell’eventualità dello Z-Day.

 

Lo staff di ZombieDay vuole ringraziare un nostro valido sostenitore di nome Marco, il quale ci ha contattato per illustrarci questa ottima tipologia di rifugio.

 

Fate tesoro dei nostri consigli e condivideteli con le persone a voi care.

AlterEgo

by AlterEgoluglio 11, 2012 8:38 am

Prigione, penitenziario, galera, casa circondariale, istituto di detenzione… Comunque lo si voglia chiamare, il carcere è il luogo in cui sono custoditi i condannati alla pena della reclusione o gli accusati colpiti da mandato di cattura in attesa di giudizio.

Ampiamente diffusi su tutto il territorio nazionale, questi edifici possiedono tutte le caratteristiche che lo Staff di ZombieDay ritiene essenziali per garantire la vostra incolumità in caso di Zombie Attack (vedi qui).

In Italia, nonostante il passare degli anni, l’architettura dei carceri è rimasta sostanzialmente invariata.

Sono infatti pochissime le modifiche progettuali che hanno interessato queste strutture, e nessuna di queste ha alterato gli elementi identificativi della “classica” prigione:

  • alti muri perimetrali;
  • pesanti cancellate;
  • spesse inferriate;
  • torrette di avvistamento;
  • cemento, cemento e ancora cemento!!!

Non possiamo certo affermare di essere “all’avanguardia” nel settore dell’edilizia penitenziaria; ma questo modo tradizionale di costruire i carceri presenta numerosi vantaggi, tra cui l’assoluta inespuniabilità.

Nessuna orda di zombi, per quanto numericamente elevata possa essere, potrà riuscire a superare le mura perimetrali.

Inoltre, ogni struttura penitenziaria è dotata di una serie di elementi molto importanti, tra cui:

  • un’infermeria (provvista di farmaci e tutto il necessario per il primo soccorso);
  • uno o più gruppi elettrogeni (per la produzione di corrente elettrica);
  • armi e munizioni (ben custodite ma sempre presenti per sedare le possibili rivolte);
  • una biblioteca (per sfruttare al meglio il tempo “libero”).

Quindi, sia dal punto di vista architettonico, sia dal punto di vista funzionale e organizzativo, il carcere non ha concorrenti nella corsa al rifugio ideale.

Ma non è tutto oro quello che luccica…

Infatti, una volta cominciato l’attacco zombie, non è detto che le autorità o le guardie carcerarie decidano di aprire le celle; anzi, è assai probabile che, nel tentativo di riconciliarsi al più presto con le proprie famiglie, abbandonino in tutta fretta il carcere e i condannati al loro destino.

In tal caso, è evidente che rifugiarsi in un luogo zeppo di criminali non sia l’idea più saggia…

Anche ammesso che le celle vengano aperte (per evitare ai reclusi una condanna a morte certa), non vi è certezza che i detenuti abbandonino il luogo che fino a quel momento li aveva privati della libertà; potrebbe infatti accadere che decidano di rimanervi barricati all’interno; e a quel punto, dovrete soltanto preoccuparvi di non avvicinarvi troppo!

Fate tesoro dei nostri consigli e condivideteli con le persone a voi care.

AlterEgo

 

Pagine

Category

Archivi

Iscriviti alla nostra Newsletter !
(Non ti riempiamo di spam !)

VOTACI come "miglior sito Zombie" !

Top List Ranking






© Zombie Day 2017.