Oltre ad unità di misura della lunghezza in uso presso i Greci antichi (pari a 200 metri circa), lo Stadio fu anche la più antica gara di corsa a piedi (così detta proprio perché si svolgeva sulla lunghezza di 1 Stadio).
Per questo motivo, fin dall’antichità, il concetto di “Stadio” venne velocemente associato al campo (e più in generale al complesso di impianti) dove si svolgevano corse e gare di varia natura.
In età moderna, rappresenta l’impianto stabile per gare e manifestazioni sportive all’aperto, costituito da una serie di gradinate riservate al pubblico e situate intorno alla spazio destinato alle manifestazioni (normalmente costituito da un manto erboso), sotto le quali sono ricavati:
- spogliatoi
- palestre
- servizî igienici
- uffici
- sale di ristoro
- depositi e altri servizî
L’idea iniziale di una struttura sufficientemente grande da accogliore migliaia di spettatori, affinchè possano assistere a spettacoli di vario genere, è valida ancora oggi; ma non tutto è rimasto come allora…
Infatti, l’assembramento in spazi ridotti di alcune migliaia di persone e la tensione agonistica derivante dalle competizioni sportive, ha comportato negli anni il verificarsi di problematiche relative all’ordine pubblico e alla sicurezza, fuori e dentro gli stadi.

La Pubblica Autorità ha così introdotto numerose modifiche all’architettura “classica” degli stadi moderni, al fine di garantire la sicurezza e di prevenire gli episodi di violenza.
Proprio l’introduzione di queste nuove caratteristiche, unitamente all’architettura propria degli stadi, hanno reso questi edifici dei rifiugi ideali, difficilmente attaccabili e facilmente difendibili.
Chi deciderà di adibire uno stadio a proprio rifugio, riuscirà a sorvegliare il perimetro esterno con estrema semplicità, poichè tutti gli stadi del mondo sono circondati (in tutto o in parte) da grandi parcheggi dove è tecnicamente impossibile nascondersi.
Avrà poi la possibilità di posizionarsi in punti elevati conscio del fatto di essere sempre e comunque circondato da alte e robuste cancellate e da un elevato numero di vie di fuga.
Inoltre, tutti gli stadi sono provvisti di un fondamentale elemento che li rende unici nel panorama dei possibili rifugi fino ad ora analizzati dallo Staff di Zombie-Day: un manto erboso di grandi dimensioni (per gli stadi di calcio si parla di circa 6000 metri quadrati!)
Questo dettaglio (che a qualcuno sembrerà banale) è invece d’importanza vitale!
Permette di coltivare in abbondanza beni preziosissimi come frutta e verdura e permette di farlo in tutta sicurezza, lontano dagli Zombi e lontano dagli occhi di altri sopravvissuti malintenzionati…
Tutto ciò che è stato detto vi fa capire perchè il nostro Staff ritenga lo Stadio uno dei migliori rifiugi possibili nell’eventualità dello Z-Day.
Lo staff di ZombieDay vuole ringraziare un nostro valido sostenitore di nome Marco, il quale ci ha contattato per illustrarci questa ottima tipologia di rifugio.
Fate tesoro dei nostri consigli e condivideteli con le persone a voi care.
AlterEgo
Prigione, penitenziario, galera, casa circondariale, istituto di detenzione… Comunque lo si voglia chiamare, il carcere è il luogo in cui sono custoditi i condannati alla pena della reclusione o gli accusati colpiti da mandato di cattura in attesa di giudizio.
Ampiamente diffusi su tutto il territorio nazionale, questi edifici possiedono tutte le caratteristiche che lo Staff di ZombieDay ritiene essenziali per garantire la vostra incolumità in caso di Zombie Attack (vedi qui).
In Italia, nonostante il passare degli anni, l’architettura dei carceri è rimasta sostanzialmente invariata.
Sono infatti pochissime le modifiche progettuali che hanno interessato queste strutture, e nessuna di queste ha alterato gli elementi identificativi della “classica” prigione:
- alti muri perimetrali;
- pesanti cancellate;
- spesse inferriate;
- torrette di avvistamento;
- cemento, cemento e ancora cemento!!!
Non possiamo certo affermare di essere “all’avanguardia” nel settore dell’edilizia penitenziaria; ma questo modo tradizionale di costruire i carceri presenta numerosi vantaggi, tra cui l’assoluta inespuniabilità.
Nessuna orda di zombi, per quanto numericamente elevata possa essere, potrà riuscire a superare le mura perimetrali.
Inoltre, ogni struttura penitenziaria è dotata di una serie di elementi molto importanti, tra cui:
- un’infermeria (provvista di farmaci e tutto il necessario per il primo soccorso);
- uno o più gruppi elettrogeni (per la produzione di corrente elettrica);
- armi e munizioni (ben custodite ma sempre presenti per sedare le possibili rivolte);
- una biblioteca (per sfruttare al meglio il tempo “libero”).
Quindi, sia dal punto di vista architettonico, sia dal punto di vista funzionale e organizzativo, il carcere non ha concorrenti nella corsa al rifugio ideale.
Ma non è tutto oro quello che luccica…
Infatti, una volta cominciato l’attacco zombie, non è detto che le autorità o le guardie carcerarie decidano di aprire le celle; anzi, è assai probabile che, nel tentativo di riconciliarsi al più presto con le proprie famiglie, abbandonino in tutta fretta il carcere e i condannati al loro destino.
In tal caso, è evidente che rifugiarsi in un luogo zeppo di criminali non sia l’idea più saggia…
Anche ammesso che le celle vengano aperte (per evitare ai reclusi una condanna a morte certa), non vi è certezza che i detenuti abbandonino il luogo che fino a quel momento li aveva privati della libertà; potrebbe infatti accadere che decidano di rimanervi barricati all’interno; e a quel punto, dovrete soltanto preoccuparvi di non avvicinarvi troppo!
Fate tesoro dei nostri consigli e condivideteli con le persone a voi care.
AlterEgo
- è un fucile a canna liscia (facile da pulire e smontare);
- è un semi-automatico (ottimo per quei conflitti in cui ogni secondo è prezioso!);
- è in grado di caricare cartucce calibro 12 di qualsiasi tipo.
-
sistema a presa di gas (“sottrazione” per l’esattezza) prodotto e brevettato in Italia dagli abili armaioli della famiglia Benelli che hanno progettato questa “chicca” espressamente per l’utilizzo militare; il funzionamento si basa su di una tecnica rivoluzionaria di nome ‘Argo’ (Auto Regulating Gas Operated).
-
canna internamente cromata; la cromatura interna fa in modo che le polveri incombuste trovino difficoltà nell’otturare anche solo in minima parte la canna; questo importante dettaglio consente all’M4 di sparare consecutivamente centinaia di colpi senza necessitare di alcuna pulizia!
-
canna esternamente fosfatata; questo trattamento crea un rivestimento ultraresistente alla corrosione causata dagli agenti atmosferici e dal duro utilizzo in campo operativo.

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Boomer





























































