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Questo giorno potrebbe non arrivare mai… Ma se arrivasse vorresti davvero farti trovare impreparato?
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by Boomerdicembre 31, 2011 8:21 am

Lo staff di Zombie Day vi augura un Buon 2012 !

Non si sa mai… magari è l’anno giusto e di certo non vogliamo farci trovare impreparati !

Mi raccomando… facciamo girare l’economia pirotecnica !

Festeggiate il nuovo anno terrestre facendone saltare un pezzo !

 

Auguri !

 

Lo staff di Zombie Day

by AlterEgodicembre 30, 2011 1:24 pm

A partire da oggi è aperta la rubrica dedicata alle PROTEZIONI.

Successivamente a questa introduzione generale, seguiranno di settimana in settimana approfondimenti riguardo dettagli, caratteristiche, pro e contro di ogni singolo oggetto presente nella rubrica.

 

A parte il morso, nessuno può sapere con certezza in che modo il “male oscuro” possa diffondersi tra gli esseri umani.

 

Per questo motivo è necessario prevedere un abbigliamento che sia adatto ad evitare ogni possibile contatto fisico tra un individuo “sano” e uno zombie, ma non solo.

Dovendo infatti ipotizzare l’eventualità (assai probabile) di uno scontro corpo a corpo, è necessario munirsi di una serie di accorgimenti che siano in grado di aumentare la capacità di opposizione del nostro fisico alle aggressioni inflitte dagli zombi e allo stesso tempo di ridurre al minimo il rischio di lesioni accidentali.

 

Non vi consigliamo certo di indossare un armatura, ma sicuramente ci sentiremmo di consigliarvi un abbigliamento molto simile ad una tenuta antisommossa (con qualche rilevante modifica).

 

Senza un’adeguata protezione, potrebbe essere sufficiente un semplice graffio per mandare a monte le vostre speranze di sopravvivere!

Però, prima ancora di occuparci delle protezioni vere e proprie (cosa che faremo nei bollettini che seguiranno), è importante sottolineare che tutto ciò che vi mettete addosso:

  • non dovrà mai essere di alcun impedimento o intralcio ai movimenti;
  • non dovrà mai offrire un facile appiglio (l’aderenza al corpo è un requisito importantissimo);
  • non dovrà mai risultare eccessivamente elaborato da infilare o da togliere;

Dovremo quindi dirigere la nostra riflessione verso capi comodi ma resistenti agli strappi (dal classico cotone fino ad arrivare alle più moderne fibre sintetiche), possibilmente impermeabili e dai colori spenti per non dare troppo nell’occhio.

 

Va inoltre specificato che non ci sono parti del nostro corpo che non debbano essere opportunamente protette, ma ovviamente, gli arti e la testa, essendo generalmente quelle più esposte in una colluttazione, meritano una maggiore attenzione.

 

Fate tesoro dei nostri consigli e condivideteli con le persone a voi care.

 

AlterEgo



by AlterEgodicembre 29, 2011 7:11 pm
All’inizio degli anni settanta, i vertici dell’esercito americano si resero conto che i veicoli  militari leggeri allora in dotazione non avrebbero soddisfatto ancora per molto le nuove esigenze belliche.

Fu così che nel 1979 presentarono le specifiche tecniche per un veicolo ad altissima mobilità e adatto agli usi più vari.

Nel luglio di quell’anno la AM General  (divisione della American  Motors Corporation) iniziò lo studio preliminare di un veicolo di ricognizione  di grosse dimensioni dotato di trazione integrale; era l’HMMWV (acronimo di High Mobility Multipurpose Wheeled Vehiclealtrimenti noto come “Humvee”) e in meno di 4 anni l’azienda americana si aggiudicò il contratto di pruduzione e fornitura per le forze statunitensi.

 

Il nome “Hummer” nasce invece nel 1992 quando la AM General decise di produrre la versione civile ed omologata per l’uso stradale del veicolo militare denominata H1.

Dal 1999 il marchio Hummer diventa proprietà della General Motors che decide di affiancare all’H1 altri 2 modelli più piccoli, economici, confortevoli e decisamente più alla moda: l’H2 e l’H3.

 

Noi preferiamo consigliarvi l’inossidabile H1, facendo presente che comunque sia l’H2 che l’H3 rientrano a pieno titolo fra i veicoli considerati “sicuri” dallo staff di ZombieDay (vedi qui).

Un veicolo spartano, dalle dimensioni non proprio a misura di città:

  • lunghezza 4,7 metri;
  • altezza 1,9 metri;
  • larghezza ben 2,2 metri.

Mosso inizialmente da un motore V8 turbodiesel di 6,5 litri (capace di sviluppare 205 cv a 3.400 giri/minuto con una coppia massima di 596 Nm disponibile già a partire da 1.800 giri) e successivamente da un possente propulsore diesel Duramax V8 di 6,6 litri di cilindrata (dotato di 300 CV e di una coppia massima  di 705 Nm a 1600 giri al minuto) l’H1 affronta in scioltezza (ma senza fretta!) pendii dove anche un uomo farebbe fatica a stare in piedi; infatti è in grado di superare  facilmente pendenze frontali del 60% e pendenze laterali del 40%.

 

Inoltre è capace di salire su gradini alti 55 cm (grazie all’utilizzo di mozzi a portale), guadare corsi d’acqua profondi 76 cm (senza l’adozione dello snorkel) e di trainare rimorchi di 3 tonnellate; e non è tutto!

 

Ciò che rende unico l’H1 è il fatto di:

  • essere un mezzo che non necessita di alcuna manutenzione specifica;
  • poter  viaggiare per almeno 50 km con le quattro gomme completamente squarciate;
  • poter percorrere centinaia di km con pochissimo olio nel motore;
  • avere la carrozzeria in alluminio temprato saldato con tecniche usate nell’ingegneria aerospaziale;
  • avere quattro sospensioni indipendenti perfettamente intercambiabili;
  • avere il radiatore protetto da eventuali proiettili;
  • avere un paraurti che in  realtà è un ariete in grado di spazzare via qualsiasi posto  di blocco.

Ora gli aspetti negativi. Le quasi tre tonnellate e mezzo di questa Hummer su strada si fanno sentire e i consumi ovviamente ne risentono; in media si percorrono circa 4 km con un litro di gasolio(per la gioia del vostro benzinaio!).

 

Per fortuna l’H1 è provvisto di 2 serbatoi nei quali entrano in totale 192 litri di carburante che garantiscono un’autonomia di quasi 800 chilometri.

Questa icona del 4×4 made in USA era venduta in Italia al prezzo base di 189.780 euro. Era, perché tutta la gamma Hummer da qualche anno non è più in produzione per il fallimento del marchio dovuto allo scarso numero di ordini.

 

Oggi è possibile trovare, sul mercato dell’usato (anche italiano), in ottimo stato di conservazione, parecchi esemplari di questo modello a prezzi ben più abbordabili rispetto a quelli di listino ma comunque non inferiori ai 30 mila euro.

 

Con un pò di fortuna è possibile addirittura scovare mezzi ex militari dalle caratteristiche ancor più raffinate a prezzi tutto sommato interessanti.

 

Fate tesoro dei nostri consigli e condivideteli con le persone a voi care.

 

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